Regione Veneto: linee guida per le attività di volontariato nell'ambito dell'Emergenza Covid-19

La Regione Veneto ha pubblicato sul proprio sito internet una nota contenente indicazioni utili per le attività di volontariato durante l'Emergenza Covid -19.

 

Nella nota si precisa che per tutta la durata dell’emergenza dev’essere  garantita alla fascia di popolazione più debole, con fragilità sia sociali che economiche, la possibilità di fruire di servizi di supporto assistenziale offerti dalla realtà del volontariato, nell’ambito della programmazione degli interventi sociali di competenza del Comune.

La circolare “a titolo esemplificativo” elenca i servizi che possono considerarsi “necessari” ovvero le possibili azioni volontarie a favore di soggetti con un effettivo e immediato bisogno non in altro modo autonomamente soddisfabile:  

  • la consegna di generi alimentari, medicinali o di altri generi di prima necessità a domicilio (art. 1 comma 1 lett. f) DPCM 22.03.2020);
  • la consegna a domicilio di dispositivi di protezione individuale, di buoni spesa e/o alimentari e dispositivi per la didattica a distanza;
  • interventi di assistenza domiciliare leggera di prossimità (piccole manutenzioni, disbrigo pratiche o pagamento di bollette, igiene domestica e personale ecc.);
  • l’accompagnamento sociale per situazioni non differibili (es. dell’anziano solo per una visita medica indifferibile);
  • servizio di trasporto e accompagnamento (Progetto STACCO) con l’utilizzo di DPI adeguati e monouso (ad esempio mascherina chirurgica, camice, doppio guanto, visiera, copriscarpa, cuffia, ecc.) qualora venga meno il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro (gestione utente trasportato) e obbligo di sanificazione dei mezzi nel rispetto delle disposizioni contenute nell’Ordinanza del Presidente della Regione veneto n. 39 del 06.4.2020;
  • le attività correlate alla rete degli empori solidali, anche attraverso consegna diretta a domicilio della borsa della spesa ad anziani soli e a persone e famiglie in difficoltà, supporto alla protezione civile nella distribuzione di merce “secca” e sigillata per gli indigenti, servizi di ascolto e consulenza solo se attuabili a distanza;
  • interventi di assistenza alla persona, aiuto o supporto in strutture residenziali socioassistenziali e socioeducative, o assimilabili, in strutture di accoglienza comunque denominate, legate all’emergenza sanitaria (ad es. strutture di ospitalità per minori, famiglie, migranti, case rifugio per donne vittime di violenza, pronta accoglienza ecc.);
  • supporto nelle mense (ad es. per i senza dimora);
  • unità mobili/di strada rivolte a senza dimora o persone in stato di particolare fragilità (vittime di strada, dipendenze, ecc.);
  • supporto alle persone in difficoltà o a rischio di isolamento, nonché alle persone in carico ai servizi sociali comunali, con attività di ascolto per via telefonica e telematica;
  • attività non differibili legate alla salute degli animali d’affezione a domicilio o presso canili e gattili.

Le prestazioni dei volontari, per il tramite dell’ente del terzo settore al quale appartengono, dovranno essere concordate con gli enti pubblici territoriali competenti e svolte nel rispetto di tutte le misure volte a garantire la massima tutela della sicurezza e della salute dei volontari e dei beneficiari.

 

E’ garantita la mobilità dei volontari degli enti del terzo settore di cui al D.Lgs. 117/17 per la realizzazione di attività ritenute necessarie per fronteggiare l’emergenza sanitaria da COVID-19, nel rispetto delle diposizioni di sicurezza per la salute propria e altrui. 

 

Il volontario dev’essere in possesso della seguente documentazione, da esibire in caso di controllo delle forze dell’ordine:

  1. autocertificazione ministeriale barrata nella casella “situazioni di necessità”;
  2. dichiarazione rilasciata dall’ente del terzo settore presso il quale il volontario opera contenente la denominazione dell’associazione, la tipologia del servizio svolto, in raccordo con il Comune, le generalità del volontario, il territorio in cui si svolgerà l’attività di volontariato e l’attestazione di copertura assicurativa contro infortuni, malattie contratte durante l’attività e per danni a terzi.