Il personale retribuito negli Enti del Terzo Settore

Gli Enti del Terzo Settore, per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, devono esercitare in via prevalente o esclusiva una o più attività di interesse generale. Per la realizzazione di tali attività possono avvalersi di personale retribuito, sia che si tratti di personale dipendente o di lavoratori autonomi.

 

Il Codice del Terzo Settore impone solamente che il lavoratori degli Enti del Terzo Settore godano di un trattamento economico e normativo, non inferiore a quello dei contratti collettivi. Inoltre, in ciascu Ente, la differenza retributiva tra dipendenti non può essere superiore al rapporto 1 a 8. Del rispetto di tali vincoli, l'Ente deve darne conto o nel bilancio sociale o nella relazione di missione.

 

Si precisa che l'Ente, quale datore di lavoro, deve rispettare tutti gli obblighi previsti dalla legge per le imprese, tra cui ricordiamo la stipula di un regolare contratto di lavoro e il rispetto delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Infine si ricorda che per alcuni Enti del Terzo Settore (organizzazioni di volonariato e associazioni di promozione sociale), ai quali viene garantito un regime fiscale di maggior favore, l'impiego di personale retribuito è limitato sia rispetto al numero dei volontari impiegati sia rispetto alle attività per cui è necessario.