Atto costitutivo e Statuto degli ETS

L'atto costitutivo di un Ente del Terzo Settore deve indicare:

  • la denominazione dell'ente;
  • l'assenza di scopo di lucro;
  • le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale perseguite;
  • l'attività di interesse generale che costituisce l'oggetto sociale;
  • la sede legale;
  • il patrimonio iniziale ai fini dell'eventuale riconoscimento della personalità giuridica;
  • le norme sull'ordinamento, l'amministrazione e la rappresentanza dell'ente;
  • i diritti e gli obblighi degli associati, ove presenti;
  • i requisiti per l'ammissione di nuovi associati, ove presenti, e la relativa procedura, secondo criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e l'attività di interesse generale svolta;
  • la nomina dei primi componenti degli organi sociali obbligatori;
  • quando previsto, del soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
  • le norme sulla devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento o di estinzione;
  • la durata dell'ente, se prevista.

Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento dell'ente, anche se forma oggetto di atto separato, costituisce parte integrante dell'atto costitutivo.

 

In caso di contrasto tra le clausole dell'atto costitutivo e quelle dello statuto prevalgono le seconde.

 

Adeguamento degli statuti per gli Enti già costituiti

Gli enti che sono nati dopo il 3 agosto 2017 e che auspicano di rientrare nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, sono tenuti ad adeguare i propri atti costitutivi e gli statuti ab origine, ovvero fin dalla loro costituzione. Pertanto chi si sta costituendo in questo periodo, è bene che tenga conto di quanto stabilito dal Codice del Terzo Settore, anche se non tutte le sue disposizioni sono immediatamente applicabili.

 

Diversamente le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le onlus hanno la possibilità di modificare i propri statuti con assemblea ordinaria, entro il 31 maggio 2022. In alternativa possono farlo anche successivamente con assemblea straordinaria, secondo le tempistiche date dai controlli effettuati dagli uffici del RUNTS.

 

 

La questione si complica per le ONLUS, per le quali non è stata prevista un corrispondente sezione all'interno del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore: l'acronimo "ONLUS" infatti fa riferimento ad una qualifica fiscale destinata a scomparire. Le ONLUS per rientrare nel RUNTS devono presentare apposita istanza di iscrizione in una delle sezioni previste dal registro stesso, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello del parere della Commissione Europea sulle disposizioni fiscali del CTS (data in cui l'Anagrafe delle onlus cesserà di esistere - quindi abbiamo la data, ma non abbiamo l'anno in cui sarà abrogata l'Anagrafe delle onlus!). Conseguentemente gli Enti attualmente iscritti all'Anagrafe Unica delle ONLUS dovranno, in questi mesi, valutare accuratamente quale forma di ETS assumere (ODV, APS, Enti filantropico, società di mutuo soccorso, rete associativa, fondazione, impresa sociale, altro ETS) e decidere se richiedere subito l'iscrizione al RUNTS o se attendere l'abrogazione dell'Anagrafe delle ONLUS). Si consiglia alle ONLUS pertanto di modificare il proprio statuto solo dopo aver valutato, anche sotto il profilo economico, quale forma giuridica è più conveniente assumere, in relazione sia alle attività realizzate che alle fonti di finanziamento dell’Ente.