ONLUS e Riforma del Terzo Settore

Per le ONLUS non è facile capire come comportarsi in questo periodo transitorio in cui coesistono sia le norme del D.Lgs 460/97 (Decreto delle ONLUS), sia quelle introdotte dal D.lgs 117/2017 (Codice del Terzo Settore).

 

Innanzitutto è importante sapere che la normativa sulle ONLUS sarà definitivamente abrogata a decorrere dal periodo di imposta successivo al parere favorevole della Commissione Europea sulle norme fiscali introdotte dal Codice del Terzo Settore. Fino a quel momento continueranno ad applicarsi le norme del D.lgs 460/97.

 

Per le ONLUS il passaggio dall'Anagrafe Unica delle ONLUS a cui ad oggi sono inscritte, al RUNTS, non sarà automatico: esse infatti dovranno fare apposita richiesta di iscrizione in una delle sezioni previste dal Registro unico, secondo tempi e modi che verranno successivamente individuati. Ogni sezione del registro prevede specifici requisiti di accesso e diversi benefici fiscali ad essa connessi.

 

La situazione si complica perché le ONLUS iscritte all'Anagrafe Unica, possono modificare i propri statuti al Codice del Terzo Settore, con modalità semplificata, entro il 31 maggio 2022. 

 

Considerato quanto sopra specificato, ovvero che ciascuna sezione del registro prevede determinati requisiti di accesso e conseguenti agevolazioni fiscali, prerequisito per adeguare lo statuto al D.lgs 117/2017, è che  "la ONLUS" abbia scelto preventivamente in quale sezione del Registro vorrà iscriversi.

 

Si consiglia pertanto di utilizzare questo periodo per un'attenta valutazione delle diverse soluzioni che gli enti, ad oggi qualificati come ONLUS, possono assumere in futuro. Questa attenta analisi a cui "ciascuna ONLUS" è chiamata, naturalmente non potrà che fondarsi sull'esame delle norme di funzionamento dell'Ente stesso e sui vantaggi economici a cui esso auspica di poter continuare ad accedere.