Le Raccolte Fondi

Negli ultimi anni sono stati ridotti molti contributi pubblici, prima destinati alle associazioni del terzo settore o ad altri enti no profit. Per sopperire a questa mancanza e allo stesso tempo continuare a garantire i servizi offerti, gli enti mettono in campo sempre più spesso iniziative per reperire i fondi necessari a finanziare le proprie attività.

 

I destinatari di queste campagne sono i privati (cittadini o aziende), a cui si chiedono donazioni / erogazioni liberali / contributi di natura non corrispettiva, ma anche lasciti testamentari.

 

La novità introdotta dal Codice del Terzo settore è che gli enti possono realizzare attivita' di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore. Ai fini fiscali però continuano a non formare il reddito degli enti, i fondi pervenuti a seguito di raccolte di fondi effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

 

Stando alle previsioni di cui all'art. 7 del D. Lgs. 117/2017, gli Enti nelle raccolte di fondi possono impiegare risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verita', trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico. Con apposito decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali verranno adottate apposite linee guida per disciplinare il reperimento dei fondi.

 

Infine si ricorda che ad oggi per ogni raccolta fondi deve essere redatto, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, un apposito e separato rendiconto dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, le entrate e le spese relative alla raccolta fondi organizzata.