Associazioni riconosciute e non riconosciute

Da codice civile tutte le associazioni si dividono in “riconosciute” e “non riconosciute”, a seconda se hanno ottenuto o meno la personalità giuridica.

Le associazioni non riconosciute sono disciplinate dagli articoli dal 36 al 42 del Codice Civile. Queste associazioni rispondono alle obbligazioni assunte sia con il loro patrimonio, sia con quello degli amministratori e di chi abbia agito in nome e per conto dell'Associazione (personalmente o in solido). Per tale motivo si parla di autonomia patrimoniale imperfetta.

La legge non prevede alcuna particolare formalità per la redazione dell'accordo fra gli aderenti (atto costitutivo e statuto): è possibile ricorrere anche alla forma orale o alla semplice scrittura privata. Si sottolinea tuttavia che per adempiere ad alcune formalità,come per esempio l'acquisto di immobili, è richiesta la forma scritta, e il più delle volte anche la registrazione degli atti all'Agenzia delle Entrate.

Rientrano in tale categoria la maggioranza degli enti di tipo associativo, trattandosi della forma più semplice e meno onerosa.

Le associazioni riconosciute sono quelle hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica. Trovano la loro disciplina generale negli articoli dal n. 14 al n. 35 del Codice Civile, come le fondazioni, a testimonianza del fatto che per entrambe le tipologie di enti il patrimonio è l'elemento distintivo.

Con il riconoscimento l'Associazione ottiene l'autonomia patrimoniale perfetta, ciò significa che le obbligazioni assunte nello svolgimento delle attività associative hanno ricadute solamente sul patrimonio associativo e non su quello degli amministratori.